Mattia: “Per me è arrivato il momento di tornare a casa”
Salvatore: "Hai pensato ad una conclusione alternativa?" 
Mattia: "Sì, a parecchie, e son tutte spiacevoli e tetre"
Salvatore: "Oh, ma allora non possono andare! Le storie dovrebbero sempre finire bene. Che te ne pare di: e tutti finalmente assestati, vissero per sempre insieme felici e contenti?"
Ma Mattia lo guardò con sguardo rassegnato.
Salvatore: “Addio, mio coraggioso elfo. La mia opera è terminata. Qui, infine, sulle rive del Tirreno, si scioglie la nostra compagnia. Non ti dirò "Non piangere"... perché non tutte le lacrime sono nellose! “
Mattia: “Vorrei non aver mai incontrato il
Nello. Vorrei che non fosse accaduto nulla.”
Salvatore: “Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. Ci sono altre forze che agiscono in questo mondo, Mattia, a parte la volontà del Male. Eri destinato a trovare il Nello.”
Mattia: “Pensandoci bene, apparteniamo anche noi alla medesima storia, che continua attraverso i secoli! Non hanno dunque una fine i grandi racconti?”
Salvatore: “No, non terminano mai i racconti. Sono i personaggi che vengono e se ne vanno, quando è terminata la loro parte. La nostra finirà più tardi... o fra breve.”

EPISODIO SESTO

La storia di Mattia era ormai finita. Non ci sarebbero stati altri viaggi per lui, salvo uno. Si avvia quindi, all’osteria della suo villaggio, intonando un canto:“La Via prosegue senza fine/Lungi dall'uscio dal quale parte/Ora la Via è fuggita avanti/Presto, la segua colui che parte!Cominci pure un nuovo viaggio/Ma io che sono assonnato e stanco/Mi recherò all'osteria del villaggio/E dormirò un sonno lungo e franco”. E lì Mattia, sbirciando fra i boccali di birra bevuti che formavano un’alta vetta, vide una stella bianca scintillare all'improvviso. Lo splendore gli penetrò nell'anima, e la speranza nacque di nuovo in lui. Ma come un limpido e freddo baleno passò nella sua mente il pensiero che l'Ombra era sempre in agguato in un modo piccolo e insidioso come quello del fumetto.
Fredda è la mano, le ossa e il cuore. Freddo è il corpo del disegnatore. Non vede quel che il futuro gli porta quando il sudore è colato e la speranza è morta. E in fin dei conti, come tutti sanno, non vede neppure l'ombra di un nelloso quattrino.

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