EPISODIO QUARTO

Durante il loro viaggio verso le rigogliose lande trumoniane, i due compagni d’avventura, l’elfo Mattia e l’Uomo di Pastena Salvatore, si trovano in un vicolo cieco. Una tunnel, unico passaggio possibile per oltrepassare il confine tra le Terre Partenopee e quelle Salernitane. L’unico modo per attraversare il Monte Faito. Ma l’entrata del tunnel è bloccata da un’enorme porta chiusa, impossibile da aprire con la forza.
Mattia: “Come è possibile che non ci sia modo di aprirla?”
Salvatore: “Aspetta, mio elfico amico… certe volte bisogna trovare la via con l’arguzia”
L’Uomo di Pastena indica così a Mattia delle incisioni sulla superficie della porta: sono tre indovinelli. 
Mattia: “Sì! Ora li vedo! Recitano: "Questa cosa ogni cosa divora, ciò che ha vita, la fauna e la flora, i re abbatte e così le città, rode il ferro, la calce già dura e dei monti pianure farà."
"Non ha voce e grida fa, non ha ali e a volo va, non ha denti e morsi dà, non ha bocca e versi fa."
"Radici invisibili ha, più in alto degli alberi sta, lassù fra le nuvole va e mai tuttavia crescerà.”
Un brivido di terrore percorre la spina dorsale di Salvatore.
Salvatore: “La fatica. Questa è la risposta a tutti e tre gli indovinelli. La fatica.”
Un boato accompagnò l’apertura della colossale porta, davanti agli occhi increduli dell’elfo.
Mattia: “Come? Ma non ha alcun senso!”
Salvatore: “Ce l’ha, se guardi dalla giusta prospettiva. Ascolta bene ciò che sto per raccontarti… Nella terra campana, tra le fiamme del Monte Faito, nacque un’oscura figura, dalle ceneri dei fumettisti che osavano tentare di seguire le orme dei grandi padri, che inseguivano un sogno di gloria, ma che non conoscevano qualcosa di più grande, nascosto e insidiato dietro quel successo che li rese grandi. Qualcosa che porta con sé frustrazione, avvilimento e insoddisfazione. Qualcosa che nessuno ama nominare, quando si parla di fare fumetti: la fatica. 
E la creatura che nacque da ciò si chiamava 
Nello. Alcuni lo chiamano “Dottor Lamento”.
Uno a uno, gli aspiranti fumettisti liberi delle Terre di Salerno, caddero sotto il potere avvilente del Nello, ma alcuni opposero resistenza: un'Ultima Alleanza di uomini ed elfi marciò contro le armate di Pastena e sui pendii del Monte Faito, combatté per la libertà di andare oltre la fatica, le notti insonni e il tunnel carpale.
Ma il potere del Nello non poteva essere sopraffatto: il culo degli uomini pesa facilmente e il Nello ha una volontà sua. Esso condusse alla morte delle speranze di qualunque viandante diretto alla landa trumoniana incontrasse e alcune cose che non avrebbero dovuto essere dimenticate andarono perdute, come ad esempio la soddisfazione di aver intinto il pennello nel proprio sangue e sudore per dar vita ad una storia meravigliosa.”

Mattia: “Ma è mostruoso! Però ci sarà senz’altro il modo di annientarlo! Magari parlandogli! Me l’hai insegnato tu!”Salvatore: “La sua mente è una landa desolata, squassata da fiamme, cenere e polvere. Neanche con diecimila alleati, fumettisti di successo, che hanno consciuto e cavalcato la fatica, sarebbe possibile, è una follia.”Mattia: “Certe strade, è meglio intraprenderle che rifiutarle, anche se il loro esito è oscuro”Così dicendo, si addentrano nella caverna della lamentosa creatura, al cui interno è incisa una frase scritta in un linguaggio antico.Salvatore: “Nella lingua corrente si dice "Un Nello per disilluderli tutti, un anello per avvilirli, un anello per ghermirli e nell'oscurità incatenarli".

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