Quando al loro cospetto si impone l’inquietante figura di Francesca, temibile strega delle terre partenopee, i due erranti compagni d’avventura si preparano ad affrontarla con coraggio, per poter passare oltre e raggiungere le anelate terre trumoniane di Salerno.
Salvatore: <<Ella è molto saggia e soppesa ogni cosa con estrema accuratezza sulla bilancia della sua malvagità: “questo font mi fa schifo", “qui ci va l’accento acuto”, “ho detto Piano Americano, non fai-il-cazzo-che-ti-pare", “questa non è una Figura Intera, questa è una figura di merda"... >>
Mattia: <<Quanta morte... cosa possono gli uomini contro un odio così scellerato?>>
Salvatore: <<Un tempo non era così. Anche lei, come te, è una trumoniana esiliata, un eroe in cerca della strada. Ma la sua storia è ben più tragica della tua: non è mai riuscita ad arrivare a Salerno.>>
Mattia: <<Perché? Cosa c’era sul suo sentiero di così terribile da averla resa quello che è oggi?>>
Salvatore: <<La circumvesuviana.>>
Mattia: << Ah.>>

Francesca: <<Vecchio pazzo! Non riconosci la Morte quando la vedi?>>
Salvatore: <<Acquietati, strega, comprendiamo la tua condizione e non importa a nessuno se alle riunioni arriverai in ritardo!>>
Francesca: <<Uno stregone non è mai in ritardo né in anticipo. Arriva precisamente quando il regionale di trenitalia arriva a destinazione. Cioè mai.
TU NON PUOI PASSARE!>>
Mattia: <<Ti estirperò, Francesca, come il veleno viene estirpato da una ferita!>>

EPISODIO TERZO

Salvatore: <<Fermati mio elfico amico. Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze. La guerra è indispensabile per difendere la nostra vita da una direttrice che divorerebbe ogni cosa, ma lei non ama la lucente spada per la sua lama tagliente, né la freccia per la sua rapidità, né il guerriero per la gloria acquisita. Ama solo una cosa: i fenicotteri. Lascia che le parli, poi tu le porgerai quello sciocco animale>>. Così dicendo, si avvicina alla potente strega.Salvatore: << Non può esservi pace tra me e te?>>Francesca: << Tra noi vi sarà pace, sciocco Uomo di Pastena... Tra noi vi sarà pace quando tu la smetterai di chiamare le graffe “zeppole”, quando la smetterai di chiamare “friarielli" i peperoncini verdi*. Tra noi vi sarà pace quando la finirete di storpiare impunemente un dialetto altrimenti armonioso. Quando penzolerai da una forca per lo spasso dei tuoi stessi corvi, tra noi vi sarà pa… >>Ma prima che possa terminare le sue minacce, Mattia le porge un roseo fenicottero dalle piume lucenti.Un urlo si leva nell'aria vibrante, spegnendosi con una nota acuta, un lacerante lamento adolescenziale che scompare con il vento, una voce senza corpo che si estingue, inghiottita e non si udirà mai più in quest'era del mondo.Mattia: << Saggio è stato il tuo consiglio, mio amico e mentore!>>Salvatore: << Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare. Ora andiamo: il sole sta sorgendo. >>Si rimettono in cammino i due amici, ma devono stare bene attenti, poiché sempre, dopo una disfatta ed una tregua, l'Ombra si trasforma e s'ingigantisce nuovamente.

 

 

*le “zeppole” sono quelle di San Giuseppe oppure la pasta cresciuta fritta che il panzarottaro ti offre nel cuoppo. I friarielli, invece, sono il nettare degli dei.

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